NELL’OASI NOSTRANA DI SEMPRE

 

 

A Gi

 

Nel mio girovagare senza una meta precisa,
mi accompagnano il picchio invisibile, i corvi
e le gazze, poi del fagiano la rauca trombetta;
e, sempre immancabili, onnipresenti gabbiani.
Manca solo il padrone di casa, piccolo e mite
uccelletto dal nome improbabile: codibùgnolo.
Mancheresti anche Tu, eppure no, sei presente,
perché, sebbene lontana, accompagni – in tutta
questa impossibile pace – il mio passo distratto.
Grazie a Te, mi rigenero, qui si ricarica l’Anima!

 

 

 

PoetaMatusèl legge
NELL’OASI NOSTRANA DI SEMPRE

 
 
 
 
 

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Copyright © 2016 Guido Comin PoetaMatusèl – Belluno, Italy. All rights reserved.

 

 

 

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ORFANO, ANCHE DI CANE ORMAI

 

 

A   Gi

 

Gli storni e le gazze si vedono ovunque,
sugli alberi e tetti di pioggia, incuranti.
Mi fanno pensare a diseredati volatili:
i passeri, ormai spariti, e merli sparuti.
Forse persino per noi, tra pochissimo,
non esisterà più un dove o un perché.

 

La pioggia incessante andrà di nuovo
ad ingrossare la Piave, quasi asciutta,
ma tanto non c’è più un cane con cui
andare sui sassi di quel suo letto vuoto;
né motivo per continuare a torturarci,
ribattendo gli stessi sentieri di ricordi.

 

Ma è ciò che faccio qui, mentre scrivo,
se presto non apro alla nuova stagione.
E forse sei Tu quell’imprescindibile luce,
scintilla che già manca da troppo tempo;
sei Tu quel sogno di cui io avrei bisogno,
ma dovrai rimanere un bel sogno, proibito.

 

 

 

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ORFANO, ANCHE DI CANE ORMAI

 
 
 
 

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DUE OCCHI E NATURA MI SALVANO!

 

 

A   Gi

 

Nuvole folli sopra i cipressi del camposanto,
l’unico luogo dove è ancora possibile vivere,
pare, in pace e senza incessanti rotture di palle.
Il sordo gru-gru di coppie di tortore dal collare
distrae poco dai cerchi concentrici di pensieri
concentrati sull’ineluttabilità di commettere
quel primo fatidico passo, che dovrà riportare
la vita a qualcosa di più della sopravvivenza.
Mi trascino come uno zombie, o forse redivivo,
pensando a sentieri nel bosco, alla moda di Frost,
dove domani sarà impossibile non decidere quale.
In questa deriva insensata, davvero inspiegabile,
mi assale improvviso e fragrante il saluto di bianche
campanule sporche di giallo – Edgeworthia chrisantha!
Allora rivedo i tuoi occhi, in un dolce rimprovero
per questa mia esagerata e assai protratta malinconia.
Ok, ti accontento e ci provo: imbastisco un sorriso.

 

 

 

 

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DUE OCCHI E NATURA MI SALVANO!

 
 

* LINK *Clicca qui, per leggere ed ascoltare
‘The Road Not Taken’, di Robert Frost

 
 
 
 

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SVEGLIARSI DAVVERO CONTROVOGLIA

 

 

Alle 4 e 30 i merli intentano già un’aubade,
ma io preferirei non destarmi da questo
torpore quasi oppiaceo, indotto, per non
iniziare anche oggi a pensare ad un mondo
che va sempre peggio, dove ancora bambini
possono scegliere tra un morire annegati
oppure di fame; dove dannati nazionalisti
erigono muri e recinti; dove le ruspe fanno
tabula rasa di immani macerie di sogni;
dove ancora piovono bombe, anziché caramelle,
e politici benestanti (guarda caso!) comprano
uteri come io indispensabili mutande nuove …
Preferirei ancora sognare dolci, esotici occhi
che mi attendono all’ombra di freschi palmizi,
in un’oasi provvidenziale, nel mezzo del nulla.
Ma Turdus merula, petulante, insiste e ricorda
che sono io stesso un migrante: urge, pertanto,
ripartire! Non vi è, ormai, altra cosa da fare.

 

 

 

 

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SVEGLIARSI DAVVERO CONTROVOGLIA

 
 
 
 

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NON VEDRÒ QUESTA VOSTRA PRIMAVERA

 

 

È assai magra consolazione il trovare
che la Piave ha ripreso il suo aspetto
che conoscevamo, persino con acqua.
Triste, mi accorgo di non sopportare
più la vista di questi paesaggi a me noti,
anzi, direi quasi cari, dopo un decennio.
Constato persino che mi sono sentito
molto più a mio agio in arie diverse,
fra teutoniche architetture, fra lemmi
e fonemi di ben altro ceppo, che pure
mi accolsero come un figlio perduto,
o un amico rifattosi vivo dopo anni.
Questi alberi e greti, prati e vigneti
dovranno salutare la nuova stagione
in mia non troppo notevole assenza.

 

 

PoetaMatusèl legge
NON VEDRÒ QUESTA VOSTRA PRIMAVERA

 

 

 
 
 
 

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