ORFANO, ANCHE DI CANE ORMAI

 

 

A   Gi

 

Gli storni e le gazze si vedono ovunque,
sugli alberi e tetti di pioggia, incuranti.
Mi fanno pensare a diseredati volatili:
i passeri, ormai spariti, e merli sparuti.
Forse persino per noi, tra pochissimo,
non esisterà più un dove o un perché.

 

La pioggia incessante andrà di nuovo
ad ingrossare la Piave, quasi asciutta,
ma tanto non c’è più un cane con cui
andare sui sassi di quel suo letto vuoto;
né motivo per continuare a torturarci,
ribattendo gli stessi sentieri di ricordi.

 

Ma è ciò che faccio qui, mentre scrivo,
se presto non apro alla nuova stagione.
E forse sei Tu quell’imprescindibile luce,
scintilla che già manca da troppo tempo;
sei Tu quel sogno di cui io avrei bisogno,
ma dovrai rimanere un bel sogno, proibito.

 

 

 

PoetaMatusèl legge
ORFANO, ANCHE DI CANE ORMAI

 
 
 
 

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5 commenti su “ORFANO, ANCHE DI CANE ORMAI

  1. Iaio 59 ha detto:

    Da grande poeta, quale sei, a menestrello, quale sono. Ringraziandoti per l’emozione che mi hai trasmesso con questi semplici versi…
    QUEI…

    Fòrsi l’è i ensògni pù bèi
    fòrsi l’è pròpio quei
    che i ne slizega da le man
    come scàie de saón.
    Quei che manamàn
    vedon crodar par tèra
    e ruàr ‘nté la paciòca.
    Quei, che pò ne tóca
    resentar ogni nòt
    e dessigual destenderli al sól
    come lise camise
    calzòti fruadi
    linzòi dal fen, entasseladi
    che i sdindóne al vènt
    compagni de giornade
    che no’ vòl morir.
    Barbacàgni par castèi de sabia
    petenadi da ‘n mar spiazzaròl
    che ‘l ne confonde
    ‘ntél ninàrne en nànzi e ‘n dré
    co’ le sò onde…

    QUELLI… – Forse sono i sogni più belli / forse sono proprio quelli / che ci scivolano dalle mani / come scaglie di sapone. / Quelli che talvolta / vediamo cascare per terra / e finire nella melma. / Quelli, che poi dobbiamo / risciacquare ogni notte / e di seguito distenderli al sole / come consunte camice / calzini logorati / teli per il trasporto del fieno, rappezzati / che ondeggino al vento / compagni di giornate / che non vogliono morire. / Contrafforti per castelli / di sabbia, pettinati da un mare birbone / che ci confonde / nel cullarci avanti e indietro / con le sue onde…

    • PoetaMatusèl ha detto:

      Grazie davvero di cuore, caro Iaio, per il costante interesse che dimostri per i miei versi!! Spero che tu riceva i commenti da qui, perché non so dove altro ringraziarti. Sei anche troppo umile, perché è bellissima questa tua poesia in dialetto e non serviva la traduzione: non puoi saperlo, ma io sono stato per due anni a Trento! Povo, per la precisione. Questa mia dimestichezza con il vostro dialetto (più di uno, in realtà) mi permette anche di gustarmi al meglio i versi del nostro amico Diaolin… ;o)

  2. Giorgia ha detto:

    Bellissima!!!! Ognuno di noi, durante gli incontri si libererà del peso della tristezza raccimolata negli anni e volerà via in un sogno liberatorio, come la pioggia, che pulisce dal vecchio e rigenera, riportando alla vita movimentata i corsi d’acqua :)!

    • PoetaMatusèl ha detto:

      Grazie di cuore, Giorgia carissima!! Non credo di poter trovare, per risponderti, parole migliori di queste, di un ben più grande Poeta… ;o)

      “La poesia è la rivelazione di un sentimento
      che il poeta crede che sia personale e interiore,
      che il lettore riconosce come proprio.”

      (Salvatore Quasimodo)

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