LE MUSE SVEGLIANO TROPPO PRESTO!

 

Qualche sparuta tortora - Foto Guido Comin PoetaMatusèl

Qualche sparuta tortora – Foto Guido Comin PoetaMatusèl

 

A Martina

 

Il nibbio ancora non si fa vivo, né
i rondoni pazzerelli, che zigzagando
trafiggono questo mio stanco cuore,
strapazzandolo come le mie uova al
pomodoro che Tu apprezzasti, tra un
“no”, un “ma” e un sorriso assai dolce.
Stamani solo aeroplani, che cupe nubi
mi nascondono ma non all’udito, e poi
quelle pettegole, rauche cornacchie, e
i miei passeri che vivono nei fori della
muratura e qualche sparuta tortora;
nonché, tra i due tappeti di grano, un
cane, che porta a spasso il suo padrone.
Ma in compenso ci sei Tu, eccome ci sei,
Tu che piacevolmente mi scombussoli
un’esistenza un po’ troppo ordinata,
Tu che porti una raffica d’aria fresca
a spazzare via le ragnatele dalla mente!
Tu, di cui molto presto dovrò purtroppo
imparare nuovamente a fare a meno…

 

 

Tappeti di grano - Foto Guido Comin PoetaMatusèl

Tappeti di grano – Foto Guido Comin PoetaMatusèl

 

 

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LE MUSE SVEGLIANO TROPPO PRESTO!

 
 
 

  

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ALL’ ALBA ABBONDANO PENSIERI

 

Prato che attende la rugiada - Foto Guido Comin PoetaMatusèl

Prato che attende la rugiada – Foto Guido Comin PoetaMatusèl

 

A Martina

 

Alle 4 e 44, il sole mi sveglia di botto,
sebbene lui stesso non proprio sveglio
del tutto; e cornacchie non gridano,
sotto le nubi, ma volano placide;
e ancora i rondoni non tessono
trame impazzite nei cieli e tuttora
tacciono i garruli passeri, ancora
invisibili. Manca ormai poco, e
trepido attendo quel treno che presto
ti porta da me. Ti attendo come…
un bimbo il Natale, il prato la tenue
rugiada, la madre che in grembo
si porta un bambino. Eppure Tu sei,
nel pensiero, arrivata da giorni,
perché, come dici, il pensiero viaggia.
Però tutto ciò sarebbe quasi un’esagerazione:
perché Tu né mia donna, né figlia, né amante
sei! Ma forse già Amica – sebbene ante litteram.

 

 

Ragazza in attesa - Foto Guido Comin PoetaMatusèl

Ragazza in attesa – Foto Guido Comin PoetaMatusèl

 

 

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ALL’ALBA ABBONDANO PENSIERI

 
 
 

  

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DER ALTE NARR * IL VECCHIO FOLLE

 

Durch die nasse, kalte Stadt - Bild Guido Comin PoetaMatusèl

Durch die nasse, kalte Stadt … – Bild Guido Comin PoetaMatusèl

 

(Um Natalie
zu amüsieren!)

 

Er schleppt seine müden Knochen
durch die nasse, kalte Stadt, für ihn
neue Mutter schon geworden; denn
Waise war er immer, obwohl weise
noch gar nicht. Ansonsten hätte er
sogar vor dem Anfang mit dieser
Träumerei aufhören können, nein,
besser: müssen! Er ist zwar ein
alter Narr, doch weiß er ganz genau,
dass manche Sterne zu weit entfernt
und viel zu brennend jung sind, für
alten, grauen, sterbenden Planeten.

 

* * *

 

(Per divertire Natalie!)

 

Trascina le ossa stanche per
tutta la città, piovosa e fredda,
che già gli fa da madre; perché
lui sì, da sempre orfano, saggio
neanche un poco, fino ad ora.
Se lo fosse, l’avrebbe smessa,
prima ancora di cominciare,
con questo assurdo sogno. E
sarebbe davvero atto dovuto!
Ma lui è un vecchio folle,
benché sappia troppo bene che
certe stelle troppo remote sono
e troppo ardentemente giovani,
per vecchi pianeti grigi, ormai
in estinzione …

 

 

Der alte Narr - Bild Guido Comin PoetaMatusèl

Der alte Narr, vielleicht – Bild Guido Comin PoetaMatusèl

 

 

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DER ALTE NARR

 

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IL VECCHIO FOLLE

 
 
 

  

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MATTINO DI GIUGNO, QUALUNQUE *** ANY GIVEN MORNING IN JUNE

 

 

MATTINO DI GIUGNO, QUALUNQUE

Chiome di bionde ragazze nel tiepido sole,
mentre torri petulanti insistono con orologi
a scandire un tempo che non esiste, in realtà,
se non nelle teste a ingranaggi di automi che,
programmati alla Chaplin, felici viaggiano
in casse da morto di latta d’acciaio, su ruote.

Andando anche oggi a creare più ricchezza
per grassi nababbi non natalizi, straricchi
da far scoppiare d’invidia un Paperon de’
Paperoni, ma molto più comici loro, senza
nemmeno potersene accorgere – anch’essi
dei meri automi, solo macchine per fare soldi.
Mentre invece milioni-miliardi fanno la fame.

Eppure, in mezzo alle insipide salme-sardine,
ancora resistono/esistono, improbabili, angeli!

 
 

ANY GIVEN MORNING IN JUNE

Fair maidens’ manes in the lukewarm sun,
towers insistently nagging with clocks,
ticking away a time actually inexistent,
except in clockwork heads of robots, that,
programmed Chaplin-fashion, happily travel
in steel cans intended as coffins on wheels.

Like all other days, to create yet more wealth
for fat unchristmassy Santas, so rich as to make
old Scrooge McDuck simply die of sheer envy.
Only more comical they, not even capable
of seeing this, themselves mere robots, or
money-making machines, while millions or
billions quietly hunger, forgotten, to death.

Yet, in the midst of those corpses decaying,
improbable angels still exist – or only resist!

 
 

 

 

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MATTINO DI GIUGNO, QUALUNQUE

 

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ANY GIVEN MORNING IN JUNE

 
 
 

  

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COI MULINI CHISCIOTTE …

 

Windmills at Zaanse Schans – Photo Desara Qerimi

 

COI MULINI CHISCIOTTE
… NON LOTTERÀ PIÙ!

E se un giorno,
ormai vecchio, dipingo mulini
– malferma la mano – in un
prato di fiori …

se lucido
un attimo avrò,
pensando all’azzurro degli occhi,
una lacrima asciutta
mi

sorprenderà.

 
 

* * * * *

 
 

DRY, DON QUIXOTE

And if one day,
old by now, painting windmills
– hand unsteady – field
of flowers,

lucid moments
come to me, if I should think
blue eyes, then dry
a tear

will catch me
unawares.

 
 
 
 
 

  

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