RILUTTANTE RIENTRO AL CAMPO BASE

Gazza sul pino – Foto Guido Comin PoetaMatusèl

 

Oggi mi salutano, chiassose,
le mie gazze: Ben torni omai,
sembrano volermi gridare!
E i miei rondoni, gioiosi,
rattoppano sparse nuvole
che il vento ha appena strapazzate.
Mi fa festa, nella sua carrozzina,
il vecchio Günther e i miei gerani
sono sopravissuti alla siccità.
Nemmeno i passeri mi hanno
ancora abbandonato, benché
siano tutte esaurite le scorte
del mio ristorante aviario.
Fuori, scorazzano su monopattini
elettrici i nuovi zombie di questa
tragica era post-post-moderna,
loro che tra non molto saranno
del tutto incapaci, oltre di pensare,
anche di camminare, però convinti
di salvare in questo modo il Pianeta,
mentre invece estinguono soltanto
se stessi, la propria anima umana.
L’ascensore grande è di nuovo rotto
e qualche pazzo ha di nuovo sputato
su tutta la pulsantiera di quell’altro.
Ora è proibito tenere la bici in corridoio
e mi hanno perfino aumentato l’affitto.
Di nuovo da solo, mi trovo a pensare
se è così che davvero voglio vivere
il resto dei miei giorni ormai contati,
in questa ennesima, sia pure accogliente,
nuova patria di adozione recente.

 

Rondoni e nuvole - Foto Guido Comin PoetaMatusèl

Rondoni e nuvole – Foto Guido Comin PoetaMatusèl

 
 

  

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Copyright © 2021 Guido Comin PoetaMatusèl – Belluno, Italy / Berlin, Germany. All rights reserved.

 

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17 GENNAIO 2021 (DOMENICA DI COVID)

 

Cavalli nel bosco - Foto Guido Comin PoetaMatusèl

Cavalli nel bosco – Foto Guido Comin PoetaMatusèl

Ti fai quasi violenza, per uscire,
prendere aria, fare quattro passi
(così ti prometti), ma poi magari
saranno quaranta. O quattromila.

Trovi nel bosco due donne a cavallo,
stesso posto, le stesse di giovedì sera.
Poi, La-Più-Bella cammina che quasi
non sembra toccare il sentiero,
accanto a quel campo di non sai
che cosa, ma forse parente (dice
la donna col cane) del ravizzone.

Triste è trovare, nel fitto più fitto
del bosco, che qualcuno, arrivato
fin qui, ha lasciato il suo segno.
Magari fosse soltanto una merda!
E un cane ti segue, vorresti pisciare;
un fischio, una voce, e lui sparisce.
Ora puoi irrorare quei mori dormienti.

E il sole che indugia, che sembra non
voglia cadere, stasera, tardare per te.
Stupisci, sorpreso gioisci quest’oggi
che ancora la gente, almeno qualcuno
(ma no, più di uno, sono in tanti!) chi
saluta e sorride, chi ti parla perfino.
Di cose normali: del tempo, del campo,
betulle cadute, di timidi segni, i primi,
di primavera, forse precoce quest’anno.

Ci vuole ben altro che un virus, mi pare,
per annientare spiriti che non fossero già
compromessi, del tutto spenti, da prima …

 

Cane al tramonto - Foto Guido Comin PoetaMatusèl

Cane al tramonto – Foto Guido Comin PoetaMatusèl

 
 


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DER ALTE NARR * IL VECCHIO FOLLE

 

Durch die nasse, kalte Stadt - Bild Guido Comin PoetaMatusèl

Durch die nasse, kalte Stadt … – Bild Guido Comin PoetaMatusèl

 

(Um Natalie
zu amüsieren!)

 

Er schleppt seine müden Knochen
durch die nasse, kalte Stadt, für ihn
neue Mutter schon geworden; denn
Waise war er immer, obwohl weise
noch gar nicht. Ansonsten hätte er
sogar vor dem Anfang mit dieser
Träumerei aufhören können, nein,
besser: müssen! Er ist zwar ein
alter Narr, doch weiß er ganz genau,
dass manche Sterne zu weit entfernt
und viel zu brennend jung sind, für
alten, grauen, sterbenden Planeten.

 

* * *

 

(Per divertire Natalie!)

 

Trascina le ossa stanche per
tutta la città, piovosa e fredda,
che già gli fa da madre; perché
lui sì, da sempre orfano, saggio
neanche un poco, fino ad ora.
Se lo fosse, l’avrebbe smessa,
prima ancora di cominciare,
con questo assurdo sogno. E
sarebbe davvero atto dovuto!
Ma lui è un vecchio folle,
benché sappia troppo bene che
certe stelle troppo remote sono
e troppo ardentemente giovani,
per vecchi pianeti grigi, ormai
in estinzione …

 

 

Der alte Narr - Bild Guido Comin PoetaMatusèl

Der alte Narr, vielleicht – Bild Guido Comin PoetaMatusèl

 

 

AUDIO * FILE * AUDIO PoetaMatusèl liest
DER ALTE NARR

 

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IL VECCHIO FOLLE

 
 
 

  

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INEVITABILITÀ IMPREVISTA

 

 

A Silva

 

Questa città freme di voglia di vivere
e lei ti offre di tutto, generosamente:
castelli, parchi, palazzi, teatri, musei;
concerti, il ballo e l’arte e la musica;
tracce di storia, reminiscenze svariate;
fiumi e laghi, immensi prati e foreste.
Ovunque mangi alla moda del mondo,
ogni giorno può essere altro, speciale…
Ma che senso davvero avrà tutto questo,
se in realtà due anime ancora si cercano,
poi, quando miti conigli e furtive volpi
disegnano labili schizzi di luna su fiori
teneri di primavera, che ancora dormono?

 

 

 

 

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INEVITABILITÀ IMPREVISTA

 
 
 

  

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