OGGI QUA, DOMANI CHISSÀ…

 

 

Dedicata a tutte quelle Donne
che non ho smesso mai di Amare

 

Siamo, oggi, entrambi Tu ed io ancora qua;
domani cosa importa, che forse mai sarà?
Ti guardo, sei bella, piaci troppo, te lo grido!
Senza falsi pudori, dubbi, ipocrite perifrasi.
Anche perché potrei, presto, più non esserci.
E intanto proseguiamo senza parole il viaggio,
la nebbia blocca il respiro e offusca gli occhi,
e nemmeno stiamo vicini, eppure sei Tu che vivi
in uno di quegli angoli di cuore, dove Tu sola
potresti abitare. In quelle stanze dell’anima,
dove in grandi boschi, lussureggianti di sogni,
passeggiano inquieti spiriti di amori mai finiti.
E poi io non vorrei che, dopo il mio trapasso,
Tu dovessi tormentarti nel richiederti: Chissà,
se forse era lui l’unico, lui che non diceva, ma
in realtà ardentemente mi adorava?

 

 

 

 

PoetaMatusèl legge
OGGI QUA, DOMANI CHISSÀ…

 
 
 

  

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DI SOGNI, FORSE, SI PUÒ VIVERE!

 

 

A   Gi

 

Non hanno piantato, quest’anno, il ravizzone,
in quel campo che tanto invitava a sognare,
dove oggi invece appare solo desolazione.
Perché non si vedono né garzette né aironi
e tutto sembra solo spoglio e senza senso,
vuoto e insignificante in questi tristi giorni,
dopo la meraviglia di averti avuta accanto.
Si potrebbe forse anche vivere solo di ricordi,
se quei ricordi fossero tutti fatti di strette calli;
e chiassosi gabbiani in cima a pali; e tanto odiati
piccioni un poco ovunque; e la pioggerella
che non doveva bagnare libri; e la tua amica
per un momento una musulmana; e poi canali
dove leggere nei tuoi pensieri; e la tua voce,
sempre allegra e canterina; e la risata, fresca,
giovane, rallegrante; e quel sorriso, che regali
a tutti quanti; e quei tuoi occhi, completamente
indimenticabili! Allora forse basterebbe tutto
questo a continuare ancora a vivere veramente.

 

 

 

 

PoetaMatusèl legge
DI SOGNI, FORSE, SI PUÒ VIVERE!

 

 

 

 
 
 
 
 

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ROAD TO PERDITION

 

 

Di boschetto in boschetto andavo col cane,
per brughiere danesi infinite andavo, per
perdermi, ma poi, con sorpresa, ogni volta
io ritrovavo me stesso: tutti i pezzi tornavano
ad essere un unico pezzo, non omogeneo,
forse, ma scibile e riconoscibile, anche da me.

E non dava fastidio nemmeno il pungente
odore di vasti porcili, quel lezzo nell’aria
di passi sereni su zoccoli fatti di fiocchi
di nevi perfette, compagne di sere di sogni.

Ora, cerco per vane campagne un senso
di direzione, una bussola o stella cometa;
un segno qualsiasi, di dèmoni o diavoli,
angeli o divinità, cartello stradale che dica:
è questa la strada, è di qua che tu devi andare!

 

 

PoetaMatusèl legge
ROAD TO PERDITION

 
 
 
 

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NON UN SEMPLICE COMMERCIO

 

 

 

Se io ti dono soltanto parole
per tutto ciò che fai per questo vecchio
cuore, che non osava più volare,
non è uno scambio equo e solidale,
però i poeti questo sanno fare.
Amplificano le piccole cose,
ogni tenue evento si fa magia,
di case di talpa fanno montagne …
E sprecano troppo tempo a sognare!

 

 
 

 

 

PoetaMatusèl legge
NON UN SEMPLICE COMMERCIO

 

 

Mina e Alberto Lupo in “Parole parole”

 

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PRECARIETÀ DI NOVEMBRE

 

Oggi c’è odore di morte nell’aria.
E il grido di allarme del merlo
mi richiama a questa, la cruda realtà.
Lui ha intravvisto un enorme gatto,
in agguato sotto la siepe di alloro.
Che faccio, il … deus-ex-machina?
Spavento il gatto? È bello sognare,
ma domani potrei, come il gatto
o il merlo tra poco – una notte gelata –
morire anch’io. In silenzio. Di fame.

 

 

     

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