NUOVO DOLORE E VECCHI RICORDI (DI EUGENIO)

 

 

Avrei voluto aiutarti ancora a scendere
infinite, illogiche, non montaliane scale,
e tu, per niente mosca tu, per un poeta
– semmai, piuttosto occhio di falco –
con tacchi rotti o meno, di ritorno da
lunghe passeggiate con quel tuo cane
che non è mai stato mio o forse un poco.

Avrei voluto gironzolare ancora per
calli veneziane, dove io mi sarei perso;
o portarti di nuovo sui miei monti,
dove conosco io le geografie dei sassi,
dove yak impavidi ci sbarravano la strada;
lassù ripresentarti ai miei gioiosi gracchi.

Avrei voluto, forse, persino ritrovarmi
ad aspettarti sopra a un fosso brontolando,
mentre raccogli bruscàndoi o s-ciopetìn;
o ad ascoltare te che brontoli, mentre sei
tu che aspetti me, che scatto i miei milioni
di maledette foto di ricordi interminabili.

Ma sono condannato a scontare nuovi esìli!

 

 

PoetaMatusèl legge
NUOVO DOLORE E VECCHI RICORDI (DI EUGENIO)

 

* LINK * Clicca qui, per leggere la poesia di Montale
che avevo in mente…

 

 

 

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QUASI UN INCANTESIMO …

A un’altra Silvia

Ho visto un colore
di buono negli occhi
di una ragazza
dal gusto di pesca,

lo stesso sapore
trovato in montagna
un mattino di maggio,
quando fresca
era l’aria e marmotte
squarciavano il sole
con fischi di allarme;

e gli yak brucavano pigri,
assetati di nuvole;
e i gracchi giocosi
sembravano ebbri
di qualche sostanza
di stupefacente,
dolcissimo effetto…

Come questo, che adesso
hai Tu su di me,
strega buona dei monti!

PoetaPazzo legge QUASI UN INCANTESIMO!

Qui potete vedere la VERSIONE VIDEO.

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