SVEGLIARSI DAVVERO CONTROVOGLIA

 

 

Alle 4 e 30 i merli intentano già un’aubade,
ma io preferirei non destarmi da questo
torpore quasi oppiaceo, indotto, per non
iniziare anche oggi a pensare ad un mondo
che va sempre peggio, dove ancora bambini
possono scegliere tra un morire annegati
oppure di fame; dove dannati nazionalisti
erigono muri e recinti; dove le ruspe fanno
tabula rasa di immani macerie di sogni;
dove ancora piovono bombe, anziché caramelle,
e politici benestanti (guarda caso!) comprano
uteri come io indispensabili mutande nuove …
Preferirei ancora sognare dolci, esotici occhi
che mi attendono all’ombra di freschi palmizi,
in un’oasi provvidenziale, nel mezzo del nulla.
Ma Turdus merula, petulante, insiste e ricorda
che sono io stesso un migrante: urge, pertanto,
ripartire! Non vi è, ormai, altra cosa da fare.

 

 

 

 

PoetaMatusèl legge
SVEGLIARSI DAVVERO CONTROVOGLIA

 
 
 
 

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Un commento su “SVEGLIARSI DAVVERO CONTROVOGLIA

  1. PoetaMatusèl ha detto:

    Se pensate che la creazione poetica sia qualcosa
    che avviene solo in idilliache, romantiche circostanze,
    ora vi deluderò: questa l’ho scritta seduto sul cesso!!

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