NON FA ABBASTANZA FREDDO (PER UN FEBBRAIO)

 

 

C’è nell’aria un profumo
di primavera precoce,
con queste temperature
– meteorologicamente
parlando – troppo alte,
per questa stagione.

 

Nei fossi le folaghe
già felici folleggiano
nel tepore inatteso del
sole delle due e mezza.

 

Davanti all’asilo, i bimbi
si ricreano chiassosi,
nei raggi di tiepido fumo,
su asfalti di brina disciolta.

 

In riva al canale salici,
con occhi per ora aridi,
promettono a breve termine
lacrime interminabili.

 

Ammiccano monti lontani
di nevi che i soli sfidano
e vigneti a perdita d’occhio
– file di ferrei guerrieri –
vigliacche promesse intonano
per inutili maschi – di vini.

 

E sento, con eccessivo anticipo,
vellutato, il profumo di viole.

 

 

 

PoetaMatusèl legge:
NON FA ABBASTANZA FREDDO (PER UN FEBBRAIO)

 

 

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DALIE DI UNA DOMENICA SERA

 

 

A Desara, una ragazza vera

 

Desara è un aspirare
ad altri, lontani lidi;
è un dolce dondolìo
di dalie in un giardino,
di sera, una domenica.

Desara è un desinare
di dolci frutti esotici,
di datteri e delizie
di altre sponde e mare;
è un dolce distillato
di cuore buono, lacrime,
di incerte decisioni.

Desara è un desiderio
d’altri giorni, di quei dì
quand’ero di diversi
decenni ben più docile …
più giovane!

 

 

 

PoetaMatusèl legge
DALIE DI UNA DOMENICA SERA

 

Copyright © 2012-2014 Guido Comin PoetaMatusèl – Belluno, Italy. All rights reserved.

 

 

 

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NON PENSARE PERSIANE SENZA LUNA

La luna sembra partita con te,
restano, rauche, le rane sfacciate.
Mi restano anche le tue persiane,
odiose, tristi, mute e rassegnate…

Ho riaperto anche oggi per te
il solito varco tra i cassonetti,
ma perché mai, se tu, così lontana,
tornerai solo a ottobre con le greggi?

La magnolia… lei delizia tuttavia,
anche senza di te con le tue lacrime,
che sono scarse, forse, ma non certo
perché tu lo amassi poco o male,

ma solo perché tu, cara amica mia,
compagna di passeggiate minime,
tu sei più forte di noi tutti
messi insieme!

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PIETRE PIETOSE

 

 

 

 

Andar sul greto del torrente

e saltar di sasso in sasso,

con un segreto dolore

dentro la mente,

in fondo al

cuore.

 

 

Ad

ogni

passo,

cade una

lacrima, ma

non è una

lacrima d’amore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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“PATHETIC FALLACY”

 

 

 

Stasera

 

con me

 

piange

 

anche il

 

Cielo …

 

 

 

 

Clicca qui, per ascoltare PATHETIC FALLACY …
letta disperatamente!

… Oppure qui: letta con GIOIA!!

 

 

Pathetic fallacy:

 

The figure of speech that attributes human responses,

behaviour or emotions to natural elements, animals

or inanimate objects. The term was coined by John Ruskin.

 

La figura retorica che attribuisce reazioni, comportamenti

o emozioni degli umani agli elementi della natura,

agli animali o agli oggetti inanimati. Termine creato da

John Ruskin. Sembra non avere una traduzione italiana.

Si potrebbe chiamarla “empatia degli elementi”?

 

Su John Ruskin e la sua pathetic (o: emotional) fallacy, in inglese:

http://www.victorianweb.org/technique/pathfall.html

 

 

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Da “I Versi dell’Airone”
di Guido Comin PoetaMatusèl
© 2014 Albalibri Editore

 

 

 

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