VARDHA I RADHICI DA PRA’!!

Intant

che mi spète,

i radhici da pra’

(che ancora

no i èra nasésti!)

i ha fat anca

i FIOR!

E i é bèi

anca lori, poaréti,

con tut quel bèl gial

in medo ai

pra’ vért!

Però

te se bèla anca ti

e a mi,

benedeto signor,

te me

piase anca massa!!

 

 

 

@UDIO *** PoetaPazzo legge la poesia:
Vardha i radhici da pra’!!

 

 

 

Qui trovate invece la versione video di questa poesia:
http://www.facebook.com/video/video.php?v=10150227203487549

 

 

 

Copyright © 2010 Guido Comin – Belluno, Italy. All rights reserved.


PER CHI STONA LA CAMPANA

 

“… and therefore never send to know
for whom the bell tolls;  it tolls for thee.”
  *

John Donne

 
 

È morto uno, senti?

Come, un altro, oggi?

No, sempre lo stesso.

Ma già lo sapevamo,

è morto l’altro ieri…

Che noia di campane,

sembrano da morto!

Sono da funerale,

non senti quei rintocchi?

È morto uno, ho detto!!

Ma allora… è morto proprio?

No, Proprio non è morto,

è morto un UOMO, oggi.

 

* …  e perciò non mandare mai a chiedere
per chi suona la campana; essa suona per te.

 

Clicca il link, per vedere la versione video di questa poesia:
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Copyright © 2010-2012 Guido Comin – Belluno, Italy. All rights reserved.

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Garden of England

 

 

For Diana Maria

 

An old and wiry little lady
insists on standing on the blue bus.

Diana pours the Southern Comfort,
the piano cries a strange rendition

of One Enchanted Evening, also
My Fair Lady and As Time Goes By.

Magpies and sparrows in the garden,
two blackbirds and a red woodpecker,

wood pigeons, two squirrels and a jay,
seven crows that hop around the grass.

But, when suddenly the fox appears,
the lawn becomes a grassy desert!

 

 

 

PoetaMatusèl reads
GARDEN OF ENGLAND

 

 

 

Copyright © 2014 Guido Comin PoetaMatusèl – Belluno, Italy. All rights reserved.

 

 

 

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FIGLIO DI UN CANE

 

 

“Non so quante ne ho amate, / non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino / le donne le ho perdute…”

Francesco Guccini

 

Dedicata a me stesso

 

Ho avuto tre madri.
Una alla volta, purtroppo,
a turno, tutte e tre
mi hanno lasciato,
cucciolo in autostrada;

 

da grande, un Chisciotte,
delirante poetucolo
tra i biechi, fumosi
mulini a motore,
mostri ruggenti
assetati di sangue.

 

Eppure resisto, io sì,
sono qua e perfino
il Pizzocco, maledetta
montagna d’infanzia,
è crollato prima di me!

 

Il problema è un altro:
io le adoro, eppure …
le donne le lascio.
O a volte sono loro
che lasciano me –
nuove madri spietate.

 

Ma io ormai le conosco –
le autostrade – e, vecchio
cagnaccio randagio,
un pezzo di pane,
bene o male, lo trovo.
E un caldo giaciglio.

 

Talvolta, perfino carezze!

 

 

 

* LINK * Il testo di Cirano, di Guccini:

 

http://www.canzoni-mp3.net/f/francesco_guccini/canzoni/testo_cirano.htm

 

Da “I Versi dell’Airone”
di Guido Comin PoetaMatusèl
© 2014 Albalibri Editore

 

 

 

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DUE SIGNORE SOTTOBRACCIO

 

 

“Put out the light,
and then put out the light …”
*
W. Shakespeare, Othello, A. 5, S. 2


A Laura, poetessa romana

 

Portatemi i colori della Terra,
che io mi vesta come andassi a nozze,
resti poi così e non mi spogli più.

E viva come fossi flora e fauna,
aria ed acqua, la nuvola ed il mare.

E quando verrà Quella-che-non-erra,
io sarò tutto pronto alla partenza:
dovrò soltanto spegnere la luce.

 

 

* (Estinguere la luce e poi estinguere la luce…)

 

Copyright © 2010-2014 Guido Comin PoetaMatusèl – Belluno, Italy. All rights reserved.

 

 

 

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