FIGLIO DI UN CANE

 

 

“Non so quante ne ho amate, / non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino / le donne le ho perdute…”

Francesco Guccini

 

Dedicata a me stesso

 

Ho avuto tre madri.
Una alla volta, purtroppo,
a turno, tutte e tre
mi hanno lasciato,
cucciolo in autostrada;

 

da grande, un Chisciotte,
delirante poetucolo
tra i biechi, fumosi
mulini a motore,
mostri ruggenti
assetati di sangue.

 

Eppure resisto, io sì,
sono qua e perfino
il Pizzocco, maledetta
montagna d’infanzia,
è crollato prima di me!

 

Il problema è un altro:
io le adoro, eppure …
le donne le lascio.
O a volte sono loro
che lasciano me –
nuove madri spietate.

 

Ma io ormai le conosco –
le autostrade – e, vecchio
cagnaccio randagio,
un pezzo di pane,
bene o male, lo trovo.
E un caldo giaciglio.

 

Talvolta, perfino carezze!

 

 

 

* LINK * Il testo di Cirano, di Guccini:

 

http://www.canzoni-mp3.net/f/francesco_guccini/canzoni/testo_cirano.htm

 

Da “I Versi dell’Airone”
di Guido Comin PoetaMatusèl
© 2014 Albalibri Editore

 

 

 

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4 commenti su “FIGLIO DI UN CANE

  1. Lorella ha detto:

    Poesia che lascia libero il lettore di spaziare con la fantasia in più direzioni, come piace a me. Versi comunque schietti, nella loro meritevole semplicità. Il talento, spesso e volentieri, ha da essere randagio per trovare un porto dove essere apprezzato. Peccato per me, se dovesse accadere la tua prossima partenza per altri lidi. Un vero peccato!

    • PoetaPazzo ha detto:

      Grazie, Lorella!! Questo è uno dei più bei commenti che abbia mai trovato qui sul blog. Essere apprezzati da un altro Poeta è doppiamente gratificante! Se si tratta di una POETESSA, meglio ancora!!! 😉

      Un abbraccio un poco tardivo, ma sincero… :O)

  2. PoetaPazzo ha detto:

    Grazie, Luisa!! E’ davvero un bell’apprezzamento.

    Cerco di evitare comunque la retorica, in generale. Qui era anche più facile farlo: bastava raccontarla solo come era andata veramente…

  3. LUISA ha detto:

    Mi piace: non è retorica, va per immagini sicure, è vita

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