VENTO, CON O SENZA CARAVELLE

 

 

Fumo e nebbia stasera nell’aria,
faccio esami, ma non di coscienza:
potrei uscirne fin troppo depresso.
Vorrei non farlo, ma ancora penso
tante cose lasciate alla dimenticanza.
Domani, forse, nel mattino di sole,
potrei decidere di tornare a girare
le pagine del Grande Libro, senza
rimpianti né lacrime – di coccodrillo –
senza girarmi a guardare il passato,
rischiare, guardando, di farmi di sale.
Ma andare avanti, come un Colombo
eroico, imperterrito, impavido, stolido,
purché il tuo vento mi gonfi le vele!

 

 

  PoetaMatusèl legge VENTO, CON O SENZA CARAVELLE

 

Copyright © 2013 Guido Comin PoetaMatusèl – Belluno, Italy. All rights reserved.

 

 

 

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DIETRO IL FATIDICO DITO

 

Work for food - Photo Jon Schulte via GettyImages

 

Mi annovero tra i pochi fortunati,
membro a vita della cerchia
degli eletti: ho conosciuto sete
e perfino fame – credetemi –
so cos’è! Perciò, se mandano
a dire che c’è un tale, oggi,
laggiù nella strada, che puzza
e non mangia da giorni;
che c’è un cane, che muore
di sete; che c’è un tizio
in fondo al viale, che fame
mai più non avrà … Fate
che non sia mai io l’idiota
che, primo, sommesso borbotta:
Scusate, ma a me cosa importa?

 

Homeless in Manhattan - Photo GettyImages

 

  PoetaMatusèl legge DIETRO IL FATIDICO DITO

 

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TREMENDO TORMENTO

 

Occhi africani 02 - Foto GettyImages

 

TU mi tormenti e non ho pace:
non riesco più a dormire, no,
e nemmeno più a pensare, quando
finalmente sono di nuovo sveglio;
non riesco a fare nulla, ormai,
senza l’interferenza dei tuoi occhi,
senza che tu ci sia in mezzo a tutto!
Scappo per la campagna, come un
fuggiasco da un mandato di cattura,
e sento il grido rauco del fagiano,
che sembra quello tacito del cuore;
e arrivo al fiume, perché mi lavi via.
Tuttavia non riesco mai a mettere
più di un millimetro tra Te e
la mia anima! Eppure si tratta, sì,
di un gran tormento, ma anche …
tutto, completamente meraviglioso!

 

Occhi africani 01 - Foto GettyImages

 

  PoetaMatusèl legge TREMENDO TORMENTO
 

  PoetaMatusèl legge FRANCESCO PETRARCA

 

  “Solo et pensoso i più deserti campi…” – Sonetto XXXV

 

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LONGARONE, 9 OTTOBRE 1963

 

 

Da una casa dimezzata,
come fosse una gran torta,
dal coltello delle acque,
un go-kart è testimone
– rosso orfano di bimbo.

Dalla sabbia e ghiaia spunta
mezza bambola di pezza;
qualche albero sparuto
oggi mostra nudo il cuore.

Ferri vecchi senza voce
si contorcono nel vuoto,
adirati contro il cielo
– ex binari senza pace.

Tutto sembra un greto immenso
di un torrente sconosciuto –
un torrente di tristezza,
dove regna, ormai, silenzio.

Tutto questo non racconto
per aver sentito dire:
queste cose vidi tutte,
coi miei occhi – dodicenni!

 

 

PoetaMatusèl legge
LONGARONE, 9 OTTOBRE 1963

 

 
 


Prezioso Visitatore che mi leggi, un breve commento, anche solo un saluto, non ti costa che un piccolissimo sforzo, però farà un enorme piacere a me, quando lo leggerò! Grazie di cuore!!   :O)

 

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CIRCO MASSIMO MEDIORIENTALE

 

Circus Maximus - by Dorling Kindersley

 

Ti fidi: mi hai affidato
la guida del carro, i focosi
destrieri di sangue e di luce,
sceicca tu, io odierno Ben-Hur.

Mi vuoi nell’arena di sabbia,
vedere che scorra il mio sangue
dalle mani che impugnano, forti,
lunghe redini e fruste diaboliche.

Proprio a tutto io sono disposto,
in questa tenzone di morte,
in cui lacrime, polvere e sangue,
con sole e sudore, mi accecano!

Se uscirò vincitore soltanto,
potrò cingere il capo di alloro
e una notte celata da veli
sorseggiare con delicatezza

tue corone di esotici baci …

 

Middle Eastern woman in ornate headdress

 

  PoetaMatusèl legge CIRCO MASSIMO MEDIORIENTALE

 

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