VORREI GIOCARE ANCORA …

 

African little girl at water pump

 

Vorrei giocare ancora con le bambole!
Il mio mondo è piccolo e i miei orizzonti
sono limitati a ciò che posso già capire,
eppure voi pretendereste che io mi faccia
sposa, madre, custode del nuovo focolare.
Vorreste che mi assuma gli oneri più gravosi
della sopravvivenza: andare per la legna,
ore ed ore, chilometri a piedi a prender acqua,
e preparare il cibo scarso, fare che esso basti
per tutta la famiglia e saremo in tanti, troppi.
Ma io ho ancora io bisogno che qualcuno
per qualche anno ancora di me si prenda cura.
Invece mi avete già sottoposta a pratiche oscene,
in nome di cultura, storia, mito, tradizione.
Vorrei giocare ancora con le bambole,
anche quelle che non ho mai avute, quelle che
ho viste un dì al villaggio di mercato alla tivù,
ma so che esistono e sono tanto, tanto belle.
Vorrei ancora correre libera per i campi,
bagnarmi ancora i piedi con l’erba di rugiada,
senza altro scopo che di farlo e riderne di gioia …
Sono ancora troppo piccola … per morire!

 

African Child - Photo GettyImages

 

PoetaMatusèl legge
VORREI GIOCARE ANCORA …

 
 
 

  

Prezioso Visitatore che mi leggi, un breve commento, anche solo un saluto, non ti costa che un piccolissimo sforzo, però farà un enorme piacere a me, quando lo leggerò! Grazie di cuore!!   :O)

 

Copyright © 2013 Guido Comin PoetaMatusèl – Belluno, Italy. All rights reserved.

 

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INUTILITÀ DELLA SPECIE

 

Foglie morte - Foto Guido Comin PoetaMatusèl

 

Quante foglie abbiamo guardato – morenti –
cadere, pensando ai nuovi germogli di primavera,
la prossima? E quanti di quelli che foglie non erano
sono caduti nei fossi degli anni, per strade deserte?
Almeno le foglie, cadute, pestate, marcite in un bosco,
creano humus prezioso; ma un uomo, quando cade,
quando muore – un uomo – a cosa può ancora servire?

 

Tronco marcito nell'oasi Codibugnolo - Foto Guido Comin PoetaMatusèl

 

Copyright © 2013 Guido Comin PoetaMatusèl – Belluno, Italy. All rights reserved.

 

 

 

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COME NELLE STORIE DI ANTOINE

 

Sabrina Li - 002

A Sabrina Li

 

Ma chi sei tu, ragazza, se basta un tuo sorriso
– virtuale, per giunta! – per mutare l’umore
di questo strano giorno d’autunno, senza luce.
Eppure non sei scesa da nuvola mitologica,
né da temporalesca e montaliana nube,
ma questo so di certo: che oggi il ritrovarti,
anzi l’anticipare questo virtuale incontro,
è gioia inaspettata, che non rispetta canoni
né riti, ma fa pensare solo a volpi e prìncipi.

 

Sabrina Li - 001

 

  PoetaMatusèl legge COME NELLE STORIE DI ANTOINE

 

Leggi il capitolo de “Il Piccolo Principe”
a cui la poesia fa riferimento.

 

Qui trovi la poesia di
Eugenio Montale.

 

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ASPETTI DELL’ESISTERE

 

COLLAGE-002

 

Sabato 16 novembre 2013
alle ore 20.30
l’HOTEL DANTE
Loc. LA SECCA, Ponte nelle Alpi (BL)
ospiterà una serata con i

POETI AlterNATIVI BELLUNesi

 

“ASPETTI DELL’ESISTERE”

Infiniti sono gli aspetti dell’ESISTERE!
In questa serata poetico-musicale,
i POETI AlterNATIVI BELLUNesi si soffermeranno
– poeticamente, ben s’intende! –
su alcuni di essi …

 

IL RICORDO delle cose del passato,
tante cose – a volte belle, altre volte terribili …
IL VIAGGIO intrapreso e portato a termine,
ma forse anche quello sognato e mai fatto …
LA VITA stessa, il dono più prezioso
che abbiamo – una, unica e insostituibile …
LA MUSICA, senza la quale la Vita sarebbe
molto diversa: un mondo incolore …
LA MORTE, ovvero la naturale conclusione
di qualsiasi ciclo vitale, inevitabile epilogo …
I SASSI, che formano buona parte del mondo,
senza la quale non ci saremmo nemmeno noi …
L’AMORE, per finire in bellezza! L’Amore,
quella cosa spesso piuttosto elusiva, che però
ogni essere vivente sempre ricerca, umano
o animale che sia – e forse persino le piante!

 

La serata sarà arricchita dalle musiche per clarinetto
di Gabriele Soppelsa.

 

* I N G R E S S O    L I B E R O *

 

POETI-ALTERNATIVI-logo

i POETI AlterNATIVI BELLUNesi
puoi trovarli anche su Facebook, cliccando questa riga!

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VOLPE DAGLI OCCHI VERDI

 

 

Sotto la montagna
e sopra il cimitero
ho scoperto per caso
un piccolo sentiero
(poco più di una traccia)
che porta ad alveari
fra betulle a due e tre,
e voci di cani da caccia,
e poi a una fontana
e un’altra ancora:
due microtempeste
in minuscoli mari.

Da qui la tua tana
non vedo più oramai,
volpacchiotta selvatica,
ma in compenso vedo te –
chiarissima e stupenda,
lunare ma mai lunatica –
ovunque volga gli occhi
tu ci sei, tra gli alberi
e cespugli spogli di questa
nostra nuova leggenda.

E poi quell’altro incendio,
di tramonto glorioso,
che nulla può ripagare;
come il pianto di un bimbo
a cui era fuggito il pallone
tra le case; come impagabile
è un vecchio bosco odoroso;
come davvero insostituibile
sei Tu – con occhi azzurri
o verdi, cosa importa?

 

Accenno di sentiero - Foto Guido Comin PoetaMatusèl

 

  PoetaMatusèl legge VOLPE DAGLI OCCHI VERDI

 

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