VOLPE DAGLI OCCHI VERDI

 

 

Sotto la montagna
e sopra il cimitero
ho scoperto per caso
un piccolo sentiero
(poco più di una traccia)
che porta ad alveari
fra betulle a due e tre,
e voci di cani da caccia,
e poi a una fontana
e un’altra ancora:
due microtempeste
in minuscoli mari.

Da qui la tua tana
non vedo più oramai,
volpacchiotta selvatica,
ma in compenso vedo te –
chiarissima e stupenda,
lunare ma mai lunatica –
ovunque volga gli occhi
tu ci sei, tra gli alberi
e cespugli spogli di questa
nostra nuova leggenda.

E poi quell’altro incendio,
di tramonto glorioso,
che nulla può ripagare;
come il pianto di un bimbo
a cui era fuggito il pallone
tra le case; come impagabile
è un vecchio bosco odoroso;
come davvero insostituibile
sei Tu – con occhi azzurri
o verdi, cosa importa?

 

Accenno di sentiero - Foto Guido Comin PoetaMatusèl

 

  PoetaMatusèl legge VOLPE DAGLI OCCHI VERDI

 

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3 commenti su “VOLPE DAGLI OCCHI VERDI

  1. Desara ha detto:

    Una nuova poesia :-D….finalmente….non che gli haiku non siano belli….ma le poesie sono belle sempre 😀

    • PoetaMatusèl ha detto:

      Ciao, Desara carissima!! Grazie per i tuoi apprezzamenti, sempre così generosi! :O)

      In realtà, questa poesia non è nuova, ma risale al 2004, benché sia stata oggi parzialmente riscritta e (credo) notevolmente migliorata. Era nata quasi come una poesia del rifiuto, ma poi si è rivelata essere qualcosa di molto diverso. Le poesie a volte fanno di questi tiri al poeta, un poco come i bimbi, che non si sai mai come saranno, quando vengono al mondo… 😉

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