PASQUE, PASSAGGI DI PERDIZIONE

 

 

E poi, spesso, ci sono giorni maledetti,
come Pasque sprecate in morti inutili,
come quelle feste di solito trascorse
(dopo il pranzo di famiglia) nei boschi.
Tutto, allora, poteva anche far presagire
che la vita potesse essere lunga e felice;
oppure, forse, che sarebbe solo stata
inutile come quelle domeniche insipide.
Poi c’erano le notti, come ci sono ora,
che pullulavano di famelici fantasmi,
tanto che bisognava troppo spesso
cercare qualche rifugio, sotto a un letto,
come quasi quasi ti verrebbe ancora voglia
di provare a fare con i fantasmi attuali.
Ma tutto è cambiato e oggi sotto il letto
a malapena potrebbe starci un gatto …

 

 

PoetaMatusèl legge
PASQUE, PASSAGGI DI PERDIZIONE

 

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POETS ARE PRETTY GOOD AT THEM!

 

 

Why should the two of us ever have met,
defying all statistical fate and probability?
We didn’t have to sail Mediterranean Seas
(our beloved and yet bloody Mare Nostrum),
nor did we have to climb the Atlas Mountains,
nor cross your deadly yet fascinating deserts…
It took few clicks to get together in the ether,
but now I dream of you in scenes geographical,
compare your skin to moons of unknown beauty,
and promise we shall meet in The Bard’s theatres!
So, is it Love, or simply Spanish castles in the air?

 

 

PoetaMatusèl reads
POETS ARE PRETTY GOOD AT THEM!

 

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CON PASCOLI, PER PASCOLI MIGLIORI

 

 

Vivevo senza madre in Cornovaglia
e mai mai trasecolai nella boscaglia,
ma lo feci ritornando ai patri nidi!
Mettiamo a ferro e fuoco questa ITAGLIA,
come facevano i bravi barbari una volta,
visto che i barbari, oggigiorno, siamo noi!
Chissà che poi, bruciata la sterpaglia,
dalle ceneri non nasca viola nuova,
invasiva e di un genus… culturale?

 

 

PoetaMatusèl legge
CON PASCOLI, PER PASCOLI MIGLIORI

 

 

 

 

  BREUS, di Giovanni Pascoli

 

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FOLLETTO ADDOMESTICATO

 

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Il mio cuore è un folletto pazzerello,
che esulta ancora all’eco del tuo nome;
grida e saltella di gioia quando pensa
di risentirti di qui a poco, o ritrovarti.

Il mio cuore è un giovane fringuello:
fischia e canta come fosse primavera,
anche nel mezzo del traffico caotico,
anche nel buio della più cupa sera.

Il mio cuore tu l’hai ad-do-me-sti-ca-to!
Era selvaggio e detestava ogni legame,
ma tu hai saputo bene avvicinarlo,
come fece il principino con la volpe.

 

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RENDICONTAZIONE FINALE

 

 

“Que reste-t-il de nos amours?
Que reste-t-il de ces beaux jours?
Une photo, vieille photo.
De ma jeunesse.”
  ***
Charles Trenet / Léo Chauliac

 

Cosa ne è stato dei tuoi vecchi amori,
di quei tenerissimi sogni infantili?
Perché hai lasciato la dolce Grazia
nella buia tana di affamati licantropi,
non l’hai portata con te via lontano,
a respirare arie leggere di soli liberi?
E che ne è stato della mite Daniela,
che un dì portasti, ma per un dì solo,
a contemplare stupendi laghi svizzeri?
Che ne fu del tuo amore più grande,
che abbandonasti per la tua fannullaggine
per strade bagnate da mari di meretrici?
Dove è finita, poi, quella ragazza francese,
che ti donò due figli e la sua giovinezza?
Ora sei povero, tu che sciocco snobbasti
splendide figlie di banchieri austro-armeni.
Sognando, sei meritevolmente rimasto
a stringere solo un bel pugno di mosche!

 

 

***
“Cosa rimane dei nostri amori?
Cosa rimane di quei bei giorni?
Una foto, vecchia foto.
Della mia giovinezza.”

 

 

PoetaMatusèl legge
RENDICONTAZIONE FINALE

 

 

* YouTube * Charles Trenet canta “Que reste-t-il de nos amours?”

 

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