Tortuoso biscione, argenteo
serpente si snoda
nel tiepido sole di maggio,
tra alberi e prati,
accanto a galline incuranti
del traffico pazzo.
I miei tortuosi pensieri
accarezzano l’acqua,
ma solo sfiorandola appena
con diafane dita
di luce, quell’acqua che
sa di freschezza
davvero, al guardarla,
ma forse è già marcia;
come tutto l’ambiente,
habitat terribilmente
inquinato, bruciato e forse
distrutto per sempre.
La Terra rinascerà, magari
più splendida ancora,
ma sarà sparita la creatura
assai poco sapiens.
Con grande sollievo di tutto
l’intero Creato!
PoetaMatusèl legge
FOSSI, FIUMI E MARI… MAGARI DI MERDA!
Today I felt in my nostrils
the powerful smell of the sea,
but, sweetheart, it wasn’t that sea
where we both strolled together,
along dimly-lit beaches of hope,
where for instants I dreamed that you could be the whole universe –
and nothing more beautiful, ever!
Today that same sea takes me far,
oh! so very distantly far from you,
like a new mermaid that lures me
towards unknown, remote, dangerous
waters, or uncharted dunes in the desert,
where a final destiny – an end-of-the-line –
impatiently ambushes impossible dreams…
Venne una man dal cielo,
E in più spirabil aere
Pietosa il trasportò;
– Alessandro Manzoni
A Laura
Guarda, il Piave quest’oggi è di nuovo
color caffelatte, con tocco di muffa,
e quest’autostrada, che porta di corsa
verso radiografie del torace, urgenti,
ormai la conosco davvero a memoria!
Sai, amavo guidare, ma ora è una noia
percorrere tanti chilometri senza capire
bene dove sto andando… o dove dovrei.
Mai mai come ora mi ero sentito, mai,
come se la vita più non mi appartenesse;
mai prima d’oggi avevo mai percepito
sensazioni di deriva, abbandono, apatia.
Eppure è già maggio: acacia e sambuco
– li vedi? – presenti all’appello, ma vorrei
solo mancare io stesso all’appello, tra poco.
Più brava, la Terra anche quest’anno rinasce
e avrei anch’io tanto bisogno di rinascita,
ma forse, per rinascere, prima bisogna morire?
Improbabile giglio, tutto giallo, tra l’erba spicca;
e vigneti a perdita d’occhio, ormai già vestiti
di uniformi livree di un bel tenero verde, gioioso.
Lentissimo traffico dà spazio alla meditazione,
mentre tituba l’ennesimo scroscio del giorno.
Contadina bestemmia: niente fieno, quest’oggi,
e l’erba tagliata, delusa, rimane distesa sul prato,
in attesa di quel temporale, che arriva tra poco,
tempesta di vita, che anch’io attendo, trepido …
Ma forse sei tu quell’angelo tenero, impavido,
mandato da divinità a me ormai sconosciute,
che mi prende per mano e mi porta alla luce,
in arie più respirabili – fossero anche di esìli!
PoetaMatusèl legge
ATTESI CATACLISMI E MANI PIETOSE
La pioggia, annunciata da ieri,
con lauti interessi di mora
stamattina nel buio è arrivata.
Ed è così che l’intera nazione
(a parte quei pochi sapienti che non
fanno testo, ma solo eccezione)
attende la pioggia, una manna
che scenda dal cielo a sanare
le miserie, la fame e la corruzione,
lo spread coi germanici Bund,
vergognose pensioni, i ritardi
burocratici, i soprusi, le chiacchiere
infinite e bugiarde dei politicanti,
l’inconsolabile, nera disperazione
di chi perde un figlio annegatosi
per una patente di merda, ritirata!
La pioggia, sapete, l’attende così,
quasi senza speranza, il desolato
e immenso Desierto de Atacama…
They say absence makes the heart grow fonder,
but I would rather say my heart is suffering,
not knowing if or when it may be feasible
for us to meet in flesh and bones, not ether.
They say that love – if true – is unrequited,
but I prefer the notion that you love me,
were it even for the shortest of all seasons.
They say the fire of love, once it is lit,
burns out inexorably, faster than a comet;
yet I choose to disregard silly old sayings,
and let your fire consume me with its flames,
incinerating the dark forests of my soul –
so that after you no Love may ever follow!
PoetaMatusèl reads
TO HELL WITH SILLY OLD SAYINGS!