LA SOLITUDINE DEL PORTIERE DI NOTTE

 

 

Dedicata a Me Stesso

Ore 11 e 10: l’ambulanza imbarca l’anziano signore,
assai preoccupata la moglie. (Sarà mica un infarto?)
Poi, torna il rumeno che parla l’inglese di Londra,
la moglie ha in braccio la bimba che dorme serena.
All’una rientra il vegliardo, più arzillo di prima!
Forse più che la flebo gli ha giovato gustarsi la vista
con forma di bella infermiera, di fresco qualificata.
Alle 2, precisi, i primi helvetici partono. Deo gratias,
si portano via anche il discolo pargolo urlante, anni 5.
Un’ora, una sola, giusto il tempo di iniziare a sognare,
poi ne arriva un altro di discolo pargolo, più grande,
con gli amici chiassosi di sempre; rispetto di nulla.
Risulta che quelli dello Zug (che non è un treno)
partiranno anche loro proprio ora, alle 4 e 40,
non dopo la lauta colazione, come da programma.
Mentre il merlo intona, puntuale, la solita aubade.
Alla quale poi segue il frastuono monotono e cupo
delle tortore, che in alto dai pini decorano macchine.
Inutile e stupido ancora sperare di chiudere occhio.
Alle 5 è giorno ormai fatto e uno spicchio di luna
preannuncia che presto la notte sarà tutta buia.
Le surfinie, che di giorno a bordo piscina ne vedon
di belle e di brutte – con preponderanza di brutte –
dormono ancora, noncuranti del sole che sorge.
Poco dopo le 6 da improbabili, inutili scale discende
un teutonico angelo vero, soltanto bardato da atleta
e tutt’altro che asessuale (Posso aprirle la porta?)
Ora sì che son sveglio e venisse alla mente un’aria
di un’opera a caso, sarebbe quella dalla Turandot.

 

 

 

 

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LA SOLITUDINE DEL PORTIERE DI NOTTE

 

 

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Luciano Pavarotti canta “Nessun dorma”

 

 

 
 
 
 

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A ZONZO PER L’EUROPA

 

Navi-nel-Mare-del-Nord-Foto-Guido-Comin

 

Per il mio compleanno

 

Ho trascinato queste ossa
per montagne e fabbriche,
cantieri, uffici e scuole;
cucine, hotel, negozi,
parcheggi e ristoranti;
supermercati e parchi,
ospedali, hotel, macelli.

 

Le rotte di un randagio
sono imprevedibili e
decise dal caso, oppure
seguendo il proprio naso.
E un bel dì ti sei scordato
da che inferno sei partito!

 

Monte-Pizzocco-Belluno-Foto-Guido-Comin

 

PoetaMatusèl legge: A ZONZO PER L’EUROPA

 

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