VIGLIACCA VENDEMMIA

 

 

Tramogge su ruote
lampeggiano al buio
e celano chicchi,
promesse di vini.

La notte inattesa
è un prato di fiori,
tra nuvole vuote
e Carri vicini.

Lontano, tra i picchi,
riposano capre;
e a valle le trote
in tiepide pozze.

La testa ormai pesa
per troppi pensieri:
partire o restare,
qua dentro o là fuori?

Poi, questo anomalo
vento che mormora, in
linguaggi nordici,
i sogni di ieri …

Ora di cogliere
grappoli, andarsene?
O stare legati,
così, “alla Pavese”?

 

 

PoetaMatusèl legge VIGLIACCA VENDEMMIA

 

Per capire “alla Pavese”, leggi la poesia
FUMATORI DI CARTA, di Cesare Pavese!

 

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SCARAMANTICISMO

 

 

Sei la goccia di rugiada,
che mi cade sulla fronte,
mentre gioco a fare finta
d’essere un coltivatore.

 

Sei la pace che non trovo
sotto gli alberi di kiwi,
ma ti porto sempre in tasca,
come una castagna matta.

 

Sei il mio cornetto rosso,
amuleto unico e raro,
la mia zampa di coniglio,
talismano contro i mali!

 

 

  PoetaMatusèl legge SCARAMANTICISMO

 

  SCARAMANTICISMO – Ora anche in versione VIDEO!

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TRA VITI E GRANTURCO A CAERANO

 

 

Tortore tubano all’alba
(anziana, mia madre
le odiava per questo!)
e un gallo lontano
ricorda che inizia
un’altra giornata,
triste, lontano da te.

 

Vigneti rammentano
giorni d’infanzia
lontani, felici
nei liberi prati
di cento incredibili
giochi inventati.

 

Il mais troppo alto
aspetta la falce
e frusciano dentro
fuggiaschi fagiani.
Coi grappoli in mano
e i piedi per terra,
Natura mi accoglie
e ritorno bambino.

 

Poi corre il pensiero
a un’infanzia non
troppo felice, fatta
anche di buie cantine,
di letti bagnati di piscio.

 

Io cerco rifugio nel
grande calore
dei tuoi dolci siculi
occhi.

 

 

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AUTUNNO LONTANO DAI MONTI

 

Agli Amici del Coro “Don Claudio”

Borgo Piave, Belluno

 

 

I prati assetati d’argento

trangugiano a fiotti rugiada,

la brezza trasforma le palme

in ruote di vaghi pavoni.

 

Deserta si snoda la strada

tra campi e vitigni in attesa,

di macchine o mani solerti,

che rùbino gli acini d’oro.

 

Vicino l’autunno, lo sento,

promette tramonti e marroni,

e piena di canti la chiesa,

l’odore del mosto nei tini.

 

Trepido, anticipo incontri con

gli amici che dopo le ferie

attendono là nuove storie

portate nel cuore dal vento.

 

 

 

 

 

 

 

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