NON SANNO CHE COSA SI PERDONO!

 

 

A Loredana e Franco

 

I giovani non conoscono il congiuntivo,
né la gioia e la trepidazione di attendere
per mesi una letterina della tua amata,
restandoci poi male se dentro non c’era
almeno una singola sfocata fotografia
Polaroid; oppure un biglietto del teatro
o il menù, di dove era stata con i suoi.
Non possono sapere che cosa significhi
attendere anche per anni una bici nuova,
oppure stare per ore in vana speranza
che la biondina e la brunetta passassero
lungo la strada del paesello fatto di sassi.
Il genio molto poco geniale della lampada
gli dà qualsiasi cosa e quasi in tempo reale,
meglio di un assai comodo negozio virtuale,
visto che qui non serve nemmeno pagare.
Ma così nessuna cosa sarà mai più preziosa,
arricchita da tempo, gioia e paziente attesa!

 

 

 

PoetaMatusèl legge
NON SANNO CHE COSA SI PERDONO!

 
 
 
 
 

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RICORDI DI MARE

Era, allora, così bello,
quando in spiaggia
ci andavamo in zoccoletti,
sulla sabbia che scottava.
Né palette né secchielli,
solo vecchi fil-di-ferro
da lanciare nella sabbia,
quasi fossero coltelli.
E sembrava una gassosa
un ben raro e grande lusso!

Altre foto d’epoca puoi trovarle su facebook …

@UDIO * PoetaMatusel legge RICORDI DI MARE *

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TRA VITI E GRANTURCO A CAERANO

 

 

Tortore tubano all’alba
(anziana, mia madre
le odiava per questo!)
e un gallo lontano
ricorda che inizia
un’altra giornata,
triste, lontano da te.

 

Vigneti rammentano
giorni d’infanzia
lontani, felici
nei liberi prati
di cento incredibili
giochi inventati.

 

Il mais troppo alto
aspetta la falce
e frusciano dentro
fuggiaschi fagiani.
Coi grappoli in mano
e i piedi per terra,
Natura mi accoglie
e ritorno bambino.

 

Poi corre il pensiero
a un’infanzia non
troppo felice, fatta
anche di buie cantine,
di letti bagnati di piscio.

 

Io cerco rifugio nel
grande calore
dei tuoi dolci siculi
occhi.

 

 

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