NETTUNINI … e non!

 

 

Vittorio recita avvincenti menù,
poetiche litanie in altre lingue.

Nettuno non ci accoglie col tridente,
ma una forchetta… per la pasta al dente!

Dona è un dono per il suo grande uomo
e per miti tartarughe nel bosco.

Ugo patisce poetiche pene:
è un deus-ex-machina, onnipresente!

Enrico somiglia un fachiro indiano,
appollaiato su un trespolo hi-tech.

Stefano cerca nascosti sentieri,
nei bui anfratti di un mondo-mistero.

Orietta, mitica, dolce guerriera,
conquista il mondo nel suo fuoristrada.

Diana, divinità, ma non di caccia,
però, forse, di qualche setta indiana?

Laura è l’aura, l’arietta di una sera,
che ci rinfresca, eppure scalda il cuore.

Dina e Tanya fanno i compiti in spiaggia,
donano amicizia e versi liberi.

L’assessore tiene tutti per mano,
oggi è lui il nostro grande ciambellano.

Anna sorride sempre mentre abbronza
ulteriormente l’impudico ventre.

Ivana incalza, microfono in mano,
un caronte per poeti adagiati!

Dante, che disturba mentre chiacchiera,
è zittito dall’ultimo arrivato…

Leveque contesta veementi poetesse,
per questioni imbrogliate, semantiche.

Iago, fin troppo bello, incravattato,
non trova Roderighi da fregare…

Giulia vi sembra un pavido uccelletto?
Esce fumo dalle nari anellate!

Claudia sul palco è un’artista da saloon,
o una dolce divinità dei boschi.

E la Poesia ci prende come un mare,
di Charles, ma senza chances per un ritorno…

E io? Vi scrivo questi parchi versi,
sia pur senza ornamenti per le genti!

 

 

 

 

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INDOVINELLO n.1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Di solito vengon di notte,
non sempre si veston di nero,
non bussano mai
alle porte,
non piangon sul male
che fanno,
non mandano a dire
Veniamo!
Vengono:
cani da guardia
sono complici loro malgrado.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mentre misuri la stanza
a passi talvolta di danza,
di colpo, ti stanno alle spalle…
(Non osan mostrare la faccia!)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Che fanno?
Ti rubano l’anima!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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TRA VITI E GRANTURCO A CAERANO

 

Tortore tubano all’alba
(anziana, mia madre
le odiava per questo!)
e un gallo lontano
ricorda che inizia
un’altra giornata,
triste, lontano da te.

Vigneti rammentano
giorni d’infanzia
lontani, felici
nei liberi prati
di cento incredibili
giochi inventati.

Il mais troppo alto
aspetta la falce
e frusciano dentro
fuggiaschi fagiani.
Coi grappoli in mano
e i piedi per terra,
Natura mi accoglie
e ritorno bambino.

Poi corre il pensiero
a un’infanzia non
troppo felice, fatta
anche di buie cantine,
di letti bagnati di piscio.

Io cerco rifugio nel
grande calore
dei tuoi dolci siculi
occhi.

 

 

 

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Gregge sul Monte Serva (BL) – Foto Guido Comin PoetaMatusèl

 

 

A Mariateresa,
  Alpina al campo 

 

Ottobre, andiamo,
è tempo di cambiare:
le prime nebbie
accarezzano i colli.

In giardino non
più le tartarughe
e i gatti non si
crogiolano al sole.

I campi arati
attendono già i semi
e gli alpini si accampano
sui monti.

Né pecore né
verghe di avellano,
solo i cani, che
svegliano al mattino!

 

Gregge sul Nevegal (BL) – Foto Horst E. Michalek

 

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POTENDO SCEGLIERE …

 

 

 

L’ora ideale per partire

secondo me sarebbe

poco dopo il tramonto,

quando i monti

perdono i colori

e si vestono

di un manto uniforme,

di azzurro e di grigio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Qui troverete la versione video della poesia:

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