PIOGGIA LIBERATRICE

 

 

Vorrei essere composto di un materiale
che fosse interamente solubile in acqua!
Allora starei qui, sotto la pioggia acida
– troppo fredda per la nostra primavera –
fino a sciogliermi, ma molto lentamente,
andando a intridere questa terra aliena
di tutto ciò che di buono e di cattivo c’è
dentro questo Me che forse Io non sono.
E mi calpesterebbe, ignaro, noncurante,
questo simpatico topone, grigio e topico.
Ma nel momento estremo, in quell’istante
sapido che precede la lisi dentro il Nulla,
il mio spirito evanescente sarebbe madido
di una sola sostanza: il tuo trio sillabico …

 
 

 
 

PoetaMatusel legge
PIOGGIA LIBERATRICE

 
 
 
 
 

Copyright © 2012 Guido Comin – Belluno, Italy. All rights reserved.

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NEVI DIVERSE, PRENATALIZIE

 

“E l’occhio, quello buono, quasi asciutto …” (PoetaMatusèl)

 

A Desara, una Musa

 

I miei monti, lontani,
già bianchi di neve,
(non candida, come
sei tu, neve inquinata!)
mi dicono: “Sveglia,
lascia stare le ragazze
troppo giovani e belle!
Fanno sognare, è vero,
e tu prendi a poetare,
ma sono troppo lontane,
per te, parenti di stelle!”

 

Potrebbero avere ragione,
dire il vero, le cime compagne
di sogni lontani, le cime
paesaggio d’infanzia, sorelle …
E poi, ci sei tu, che dici che
ci caschi sempre, ma so non
potresti cascarci per me.

 

E poi, in una sera di
bruma marina che
ovatta i rumori di
passi e di fiacca risacca,
in una sera così, come
diresti a tuo padre
che un vecchio imbecille
ha perso la testa per te?

 

Per dimenticarti in
massima economia
di inutili lacrime,
suonerò con armoniche
e flauti e – a Natale –
le mie ciaramelle!

 

 

 

PoetaMatusèl legge
NEVI DIVERSE, PRENATALIZIE

 

Da ‘I Versi dell’Airone’ di Guido Comin PoetaMatusèl
Copyright © 2014 Albalibri Editore. All rights reserved.

 

 

 

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MALEDETTE, ODIATE CAMPANE, DANNATE CAMPANE!

 

Non chiedetemi perché mai le odio
queste dannate, incessanti campane!

Non ho ancora del tutto finito di smaltire
il frastuono di quelle dannate campane,
che da bimbo udivo ma non capivo
il semplice fatto di mia madre morta.
E le campane sembravano non volere
mai più interrompere il loro abbaiare,
quel loro ululare da voraci avvoltoi!

Perciò non chiedetemi perché le odio,
maledette campane, odioso frastuono,
irritante rumore e tirannica voce
di preistoriche, ataviche prediche!

 

 

 

PoetaMatusèl legge
MALEDETTE, ODIATE CAMPANE,
DANNATE CAMPANE!

 

* LINK *Clicca qui, per leggere l’unica poesia dedicata a mia madre Corinna, morta a 45 anni nel 1955

 

* LINK *E qui, per leggere un’altra poesia sulle campane …

 

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SE TU FOSSI UNA ROSA …

 

 

Se tu fossi una rosa,
di certo saresti bianca,
perché pura, incapace di
qualsivoglia malvagità.

Se tu fossi un’acqua,
saresti la candida neve,
che scende impalpabile,
per alleviare il tormento.

Se tu fossi un mobile,
saresti una morbida panca,
appostata in una radura,
per allettare il viandante.

Se fossi creatura di bosco,
saresti la docile cerva,
che appena accarezza
l’acqua del rivo che beve!

 

 

PoetaMatusèl legge SE TU FOSSI UNA ROSA …

 

Clicca qui, per vedere la versione video
di questa poesia su YouTube!

 

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GIOCANDO CON LA ‘D’ …

 

Sei la D di dado,
che ha molte facce,
tutte note, eppure
sorprende sempre!

 

Sei la D di dormo,
non perché stanco,
ma sperando di
trovarti nei sogni.

 

Sei la D di dedalo,
dannato labirinto
dei miei pensieri,
tutti a briglia sciolta.

 

Sei la D di dubbio:
di avere presto una
decisa dipendenza
dal tuo esserci!

 

 

Qui trovi il labirinto di Hampton Court Palace …

 

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