LA STRAGE DEGLI INNOCENTI

 

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Davanti a questa lenta,
silenziosa ma inesorabile
epidemia, non si può più
stare zitti, in silenzio!
Il Poeta non è una specie
di Grillo Parlante, ma deve
anche dire la pena più atroce,
dannato urlo nero della madre
che trova il figlio imprenditore
impiccato in garage, fra vecchi
frammenti di ricordi e invisibili
ma immani macerie di vita;
dondolante da un cavo d’acciaio!
Ignobile fine, da non augurare
nemmeno ad un povero gatto.
Ma questo – mi sentite? –
era un UOMO!

 

   PoetaMatusèl legge:   LA STRAGE DEGLI INNOCENTI

 

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LA STANZA DELLE MOSCHE MORTE

 

Mosca morta sul davanzale

 

Tua mamma non sa più
che pesci prendere con te,
simpatica scimmietta,
dolce ribelle dispettosa.

Mi rubi occhiali e libri
e poi mi stuzzichi anche
con righelli e squadre,
e poi con calci in aria.

Il papi che sta male
sul divano, si arrende
ad irreversibili realtà,
vie non ripercorribili.

Poi, con occhi intensi,
mi racconti – come fosse
uno dei più grandi Segreti
della Vita – di una stanza

(non dirlo a mamma!)
da tempo ormai relegata
al triste ruolo di cimitero,
riservato… solo alle mosche.

 

Bimba che zittisce

 

    PoetaMatusèl legge:   LA STANZA DELLE MOSCHE MORTE

 

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DOVERE DI GENITORE

 

Bimbo e madre

 

È – la Poesia – come un bimbo
che piange di notte, quando,
stanco, intorpidito dal freddo,
non vorresti lasciare l’abbraccio
di caldissime piume di povere
oche danesi… ma devi, perché
Lei – la Poesia – è tua figlia,
anche, non solo una madre!

 

Madre e bimbo

 

 

    PoetaMatusèl legge:   DOVERE DI GENITORE

 

povere-oche-danesi-foto-guido-comin

 

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VIAGGIO AL TERMINE DI TE

 

Accenno-di-luna-nelle-tenebre-Foto-Guido-Comin

 

Leggo ogni sera Céline* e ti sento
vicina. E non è una questione di
sesso, lo sai bene, si tratta di più,
di più, immensamente di più.

 

Per te e tuo malgrado è cambiata
la Vita da tenebre a splendido giorno.
Potrei ripartirne felice, lasciandola,
sapendo che infine ho amato davvero.

 

Non sarà originale, ma tu certo piaci
come mai prima d’ora altra donna.
Tutto tutto di te fa sognare, attira di te:
dagli occhi di cui ho sbagliato il colore,
alle smorfie di labbra che incantano,
a quei seni scoperti una sera per caso,
alla morbida pelle, che tu dici grassa.

 

Molto più che un amplesso carnale,
conoscenza – se mai fosse – biblica,
è stupendo saperti vicina, vicina davvero,
vicina da dentro, profonda in quest’anima.

 

Forse averti sarebbe un sacrilego gesto,
tu, parte migliore di me, un po’ madre,
un po’ padre, amica, sorella e forse di più.
Desiderio di te si trasforma in saggezza.

 

Io allora ti amo, mi basta, il resto non conta.
Non ti ho né ti avrò, eppure di certo sei mia.
Non è presunzione: nessuno ti avrà mai di più,
solamente perché, Amore Mio inconsapevole,
mai più ti ameranno così, nessuno mai più. Così.

 

Splendido-sole-nel-canale-Foto-Guido-Comin

 

 

* N.d.A. – Céline è Louis-Ferdinand Céline,
nom de plume di Ferdinand Auguste Destouches;
il libro in questione era “Voyage au bout de la nuit”
(Viaggio al termine della notte).

 

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FAVOLETTA MODERNA (Ovvero: PSEUDOMITOLOGIA)

 

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Non durò, forse, che un’ora
e pertanto aveva ragione John
Donne, che scriveva che è
pazzo furioso colui che
asserisce di essere stato
innamorato per un’ora?

 

Eppure, in quei sessanta
minuti di dolce follia,
io avrei potuto rubarti
agli dei – Te – fuoco proibito
a noialtri, comuni mortali!

 

Però questo non promettente
Prometèo moderno e vigliacco
non fece null’altro che stare, silente,
impietrito, annichilito a guardare.

 

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PoetaMatusèl legge:   FAVOLETTA MODERNA (Ovvero: PSEUDOMITOLOGIA)

 

PoetaMatusèl legge:   “The Broken Heart” di John Donne

 

“He is stark mad, who ever says,
That he hath been in love an hour …”

John Donne, The Broken Heart

(È pazzo furioso chiunque dica
di essere stato innamorato per un’ora …)

 

“The Broken Heart” di John Donne – Il testo completo

 

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