LA MIA ULTIMA FAVOLA

 

 

I ristoranti a pranzo e cena straripano
di gente che, indifferente, si ingozza gaia;
nei parcheggi di quelli carissimi, quelli
dove divorano soprattutto il buon pesce,
non c’è neanche posto per una bicicletta.
Uomini inconsapevoli come il mio cane,
che senza accorgersene spaventa le gazze,
mentre annusa noncurante le foglie morte.
Hanno potato acacie e salici lungo i fossi,
è così tutta ordinata e pulita la primavera,
che sembrerebbe quasi d’essere in Austria!
Hanno appianato con tanti camion di ghiaia
le troppe buche della strada del camposanto
e pianificato assai bene la bella catastrofe.
Nessuno si è accorto di mezzenotti scoccate
da tempo immemore su orologi ormai rotti
e milioni danzano ancora – da Cenerentole.

 

 

PoetaMatusèl legge
LA MIA ULTIMA FAVOLA

 

 

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4 commenti su “LA MIA ULTIMA FAVOLA

  1. Diaolin ha detto:

    Wow, non l’avevo mai letta. Chapeau

    • PoetaMatusèl ha detto:

      Grazie tante, Diaolin, mio caro Amico!! Ce ne saranno di certo anche altre che non hai mai letto… ne scrivo troppe. ;o) Ma non guasta, così ogni tanto ti sorprendo con una “novità”! :O)

  2. Anonimo ha detto:

    ahahah, bella, profondamente tagliente e veritiera!!

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