VERSO FINE NOVEMBRE, UNA SERA…

 

Guido e Sira, due nasi - Foto Guido Comin PoetaMatusèl

Guido e Sira, due nasi – Foto Guido Comin PoetaMatusèl

 

A Silva

 

Il mio naso di vecchio cane
stasera mi dice che forse c’è
neve, non tanto lontano.
E mi sembra già di sentirla,
croccante, sotto i miei passi,
troppo stanchi per gioire
– come giusto sarebbe –
di un giorno di più vissuto
da vivo, sebbene con cento
trappole
. Ma, prima di cedere
(sì, cito quell’aria dell’opera),
ne farò ancora parecchie di
sciocchezze, non solo, anche
idiotici sogni impossibili, fatti
di nulla; perché la Vita è così,
se davvero vogliamo vivercela!
E non come la Morte, che “avrà
i tuoi occhi”
, ma un poco più
innocua e un tantino più calda,
magari, soffice, perfino leggera
più della terra in quel giorno…
Ecco, così venga pure la neve,
a patto però che non porti ricordi
di muschio, statuine, presepi; né
di folli discese da colli d’infanzia,
su nuovi slittini invidiati agli amici.
Mi porti, piuttosto, un piccolo
pezzo di te, nemmeno il migliore,
purché sia proprio di Te!

 

 

Così, venga pure la neve - Foto Guido Comin PoetaMatusèl

Così, venga pure la neve – Foto Guido Comin PoetaMatusèl

 

 

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VERSO FINE NOVEMBRE, UNA SERA …

 
 
 

  

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SE UNA TIEPIDA SERA DI PRIMAVERA…

 

 

A   M.

 

Le foglie del giovane pioppo, che tremano al vento,
sussurrano dolci parole che tu non puoi dirmi.
Perché in una sera così, in riva al mio fiume,
potrei perfino lasciarmi andare a sognare – di te.
E anche tu potresti incantarti a sentire la musica
di strumenti che io suono male ma tu prediligi!
Intanto tu parli di gambe assai lunghe e di piccoli
piedi, che però fanno passi assai lunghi lo stesso e
neghi perfino – che assurdo! – di essere bella. Sono
solo normale, mi dici, ma io, che sono un esteta,
insisto e ti invito ad essere tu che accompagni
i miei sogni, di solito insipidi, insieme ad ispanici
putti: angioletti dei modi di dire, qui però magici.
A costo di compromettermi, o dire apparenti ‘eresie’,
ti confesso con una canzone che sei importante, Tu,
in tutto questo caotico insieme, improbabile puzzle
o patchwork che a stento noi ancora chiamiamo Vita.

 

 

 

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SE UNA TIEPIDA SERA DI PRIMAVERA …

 

 

* LINK *La musica è ‘Sons de Carrilhões’ di João Pernambuco *LINK*

 

 

 
 
 
 

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ALLIEVA DELLA LUNA

 

Non penso che tu potresti essere
un sole come questo che mi abbaglia,
la luce che cancella il paesaggio
di lepri in fuga, acacie e di fagiani.

 

Io non potrei pensarti mentre guardo
gli striduli gabbiani sopra i rami
dei salici che con ali sfiorano,
sorvolano nel sole della sera.

 

Tu sei, piuttosto, alunna della Luna,
che, in barba a razzi, LEM, esploratori,
Poeti a frotte ancora fa sognare,
ispira ancora teneri pensieri!

 

     

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