RIFLESSI(ONI) SU UN LAGO D’INVERNO

 

 

Dedicata a me stesso

 

Sorvola la Vita l’airone di sempre,
che ovunque accompagna (oppure
perseguita?), antesignano di buona
sorte o di mala; mi induce a pensare
che cosa mi attiri in questa landa
ghiacciata e solinga, che attende
primavere di bimbi chiassosi e di
cani festosi che giocano insieme;
ignari, entrambi, di qualsiasi domani
che possa guastare i sogni di un oggi
infinito: perché per i cani e bambini
non è vero per nulla che è subito sera!
Ma già più non sono in terra straniera,
perché chiama una voce il mio nome.
E rispondono, amici di sempre, i cani.

 

 

 

 

PoetaMatusèl legge
RIFLESSI(ONI) SU UN LAGO D’INVERNO

 
 
 

  

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Copyright © 2017 Guido Comin PoetaMatusèl – Belluno, Italy. All rights reserved.

 

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TUTTO IN UNA NOTTE D’INVERNO…

 

 
 
 
 
 
 
 

  

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L’UOMO ERA PER TUTTE LE STAGIONI

 

 

Voi le ricordate le stagioni? Quando, ai bei tempi,
dipinti di Natura scandivano il passare della Vita?

L’autunno era il ritorno, indesiderato, nella scuola,
però ci consolavano gustosissime, grandi castagnate,
e le pannocchie, arrostite sulla brace, e traversate
di provvisori laghi nella pioggia, con gli stivali pieni.

L’inverno era la gioia della neve, slittini e ‘musse’,   *
palle e pupazzi ilari, da salutare prima di dormire;
la trepida attesa del Natale, il muschio del presepe;
grandi silenzi fatti di ovatta, e geloni a mani e piedi.

La primavera era, innanzitutto, la grande gioia di
non dovere più indossare dannate maglie di lana
che mordevano la nostra pelle delicata di bambini;
ma anche il verde tenero, che rispuntava ovunque.

E poi l’estate, di nuovo, finalmente, stagione di
cento folli giochi inventati con poco, quasi nulla:
corse ciclistiche coi tappi corona in cima ai muri,
caccia alle miti nottole, per poi lasciarle andare.

Oggi, senza stagioni, l’Uomo disorientato non sa
più cosa-dove-come-quando fare quello che deve,
o che dovrebbe fare, e vaga sulla faccia della Terra,
pellegrino senza scopo di cammino, né meta, né Dio!

 

*   Grandi slitte, trainate a mano, per trasportare legna, fieno, etc.

 

 

PoetaMatusèl legge
L’UOMO ERA PER TUTTE LE STAGIONI

 

 

 
 
 
 

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PRIMI GIORNI D’INVERNO

 

 

Di formaggi odora la strada
e di fumo da umidi stecchi,
mentre faccio attenzione
a minirotonde e limiti nuovi.
Barchesse ricordano nonni
cocchieri di conti bastardi,
impietosi con genti e cavalli.
Non mi sono, stamani, svegliato
in forma smagliante (di gola),
così mastico lente speranze:
bestemmie allo zenzero puro.
Soltanto silenzio da te, che non
cogli elette parole, porte come
florilegi di teneri, trepidi fiori.

 

 

  PoetaMatusèl legge PRIMI GIORNI D’INVERNO

 

Copyright © 2014 Guido Comin PoetaMatusèl – Belluno, Italy. All rights reserved.

 

 

 

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GREAT EXPECTATIONS

 

Sereno dopo la tempesta - Foto Guido Comin

 

Il falco mi aspetta ogni giorno
sui fili dell’alta tensione:
devo pensare che attenda
proprio me, perché credo che
pochi altri ormai lo notino,
cacciatore astuto, stupendo,
solitario soggetto e paziente.

 

E, dopo la neve in montagna,
è schiarita, qui nella pianura,
e vedo – benché assai da lontano –
i miei monti, che spesso (o a volte?)
ritrovo felice e a volte il mio cuore
invece decisamente maledice.

 

E navigo rotatorie tra i sassi e ormai
non piove già più, però stasera
farà buio, di sicuro, un po’ prima.
È un inverno un po’ come la vita,
che oggi spesso promette, minaccia,
però poi lascia in attesa: ma di cosa?

 

Falco sul filo - Foto & artwork Guido Comin

 

PoetaMatusèl legge:   GREAT EXPECTATIONS

 

Monti all'orizzonte - Foto Guido Comin

Copyright © 2013 Guido Comin – Belluno, Italy. All rights reserved.

 
 
 

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