NELL’OASI NOSTRANA DI SEMPRE

 

 

A Gi

 

Nel mio girovagare senza una meta precisa,
mi accompagnano il picchio invisibile, i corvi
e le gazze, poi del fagiano la rauca trombetta;
e, sempre immancabili, onnipresenti gabbiani.
Manca solo il padrone di casa, piccolo e mite
uccelletto dal nome improbabile: codibùgnolo.
Mancheresti anche Tu, eppure no, sei presente,
perché, sebbene lontana, accompagni – in tutta
questa impossibile pace – il mio passo distratto.
Grazie a Te, mi rigenero, qui si ricarica l’Anima!

 

 

 

PoetaMatusèl legge
NELL’OASI NOSTRANA DI SEMPRE

 
 
 
 
 

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VAGHE REMINISCENZE DI VERMEER

 

 

A Desara, che rimane sempre una Musa

 

Ragazza, Tu non ci sei ma non sparisci,
ma rischiari giorni cupi con dolci sorrisi
e quando penso ai tuoi occhi buoni sento
qualcosa di indefinibile nell’anima, un velo
che mi accarezza, delicato come un’amante.

Fu il nostro un incontro improbabile, male
scarabocchiato in qualche librone del fato,
che girò subito pagina quel vento di mare;
un dado che forse non venne mai tratto.

E poi Tu sei quasi sparita, ma solo quasi,
perché divenisti una musica dolce di ali,
ritmate assonanze di lunghi versi, assolati,
diventando così insostituibile ispiratrice
di poesia tenera, delicata, che dice e non dice.

Ma Tu l’avevi capito di esserti trasformata
nella dolce modella dall’orecchino di perla?

 

 

PoetaMatusèl legge
VAGHE REMINISCENZE DI VERMEER

 
 
 
 

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TREMENDO TORMENTO

 

Occhi africani 02 - Foto GettyImages

 

TU mi tormenti e non ho pace:
non riesco più a dormire, no,
e nemmeno più a pensare, quando
finalmente sono di nuovo sveglio;
non riesco a fare nulla, ormai,
senza l’interferenza dei tuoi occhi,
senza che tu ci sia in mezzo a tutto!
Scappo per la campagna, come un
fuggiasco da un mandato di cattura,
e sento il grido rauco del fagiano,
che sembra quello tacito del cuore;
e arrivo al fiume, perché mi lavi via.
Tuttavia non riesco mai a mettere
più di un millimetro tra Te e
la mia anima! Eppure si tratta, sì,
di un gran tormento, ma anche …
tutto, completamente meraviglioso!

 

Occhi africani 01 - Foto GettyImages

 

  PoetaMatusèl legge TREMENDO TORMENTO
 

  PoetaMatusèl legge FRANCESCO PETRARCA

 

  “Solo et pensoso i più deserti campi…” – Sonetto XXXV

 

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SERENDIPITY (O SOLO SERENITÀ?)

 

Biacco-carbonaz-Hierophis-viridiflavus-Foto-Guido-Comin

 

Di ogni cespuglio, pioppo,
filo d’erba, ogni nocciòlo,
fosso, collina, anfratto;
di ogni rigagnolo, anche
quasi asciutto, letto di
torrente, fiume in piena;
di ogni cucciolo di cane,
nottola, rospo, biacco.

 

Di tutto questo è intrisa
la mia anima e il mio corpo
ne porta, con orgoglio, i segni.
E solo grazie a tutto questo
io sono quel che sono, ora e
– felice d’esserlo – in uno
stato di sintonia perfetta con
la Madre Terra, acque, sassi,
merli, falchi, nuvole e gatti!

 

 

Guido-e-cuccioli-Foto-Silva-Cattarin

 

PoetaMatusèl legge: SERENDIPITY (O SOLO SERENITÀ?)

 

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