SE UNA TIEPIDA SERA DI PRIMAVERA…

 

 

A   M.

 

Le foglie del giovane pioppo, che tremano al vento,
sussurrano dolci parole che tu non puoi dirmi.
Perché in una sera così, in riva al mio fiume,
potrei perfino lasciarmi andare a sognare – di te.
E anche tu potresti incantarti a sentire la musica
di strumenti che io suono male ma tu prediligi!
Intanto tu parli di gambe assai lunghe e di piccoli
piedi, che però fanno passi assai lunghi lo stesso e
neghi perfino – che assurdo! – di essere bella. Sono
solo normale, mi dici, ma io, che sono un esteta,
insisto e ti invito ad essere tu che accompagni
i miei sogni, di solito insipidi, insieme ad ispanici
putti: angioletti dei modi di dire, qui però magici.
A costo di compromettermi, o dire apparenti ‘eresie’,
ti confesso con una canzone che sei importante, Tu,
in tutto questo caotico insieme, improbabile puzzle
o patchwork che a stento noi ancora chiamiamo Vita.

 

 

 

PoetaMatusèl legge
SE UNA TIEPIDA SERA DI PRIMAVERA …

 

 

* LINK *La musica è ‘Sons de Carrilhões’ di João Pernambuco *LINK*

 

 

 
 
 
 

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DI SOGNI, FORSE, SI PUÒ VIVERE!

 

 

A   Gi

 

Non hanno piantato, quest’anno, il ravizzone,
in quel campo che tanto invitava a sognare,
dove oggi invece appare solo desolazione.
Perché non si vedono né garzette né aironi
e tutto sembra solo spoglio e senza senso,
vuoto e insignificante in questi tristi giorni,
dopo la meraviglia di averti avuta accanto.
Si potrebbe forse anche vivere solo di ricordi,
se quei ricordi fossero tutti fatti di strette calli;
e chiassosi gabbiani in cima a pali; e tanto odiati
piccioni un poco ovunque; e la pioggerella
che non doveva bagnare libri; e la tua amica
per un momento una musulmana; e poi canali
dove leggere nei tuoi pensieri; e la tua voce,
sempre allegra e canterina; e la risata, fresca,
giovane, rallegrante; e quel sorriso, che regali
a tutti quanti; e quei tuoi occhi, completamente
indimenticabili! Allora forse basterebbe tutto
questo a continuare ancora a vivere veramente.

 

 

 

 

PoetaMatusèl legge
DI SOGNI, FORSE, SI PUÒ VIVERE!

 

 

 

 
 
 
 
 

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ACQUEE COMMISTIONI

 

 

Sulla riva del fiume ricordo
una triste milonga deserta
di un giovedì sera lontano,
mentre tu stessa distante
in santissime terre remote;
e io preoccupato sul serio
che potessi tu non tornare
a riempire una vita di cui
non volevi affatto far parte.

 

E forse ti sento meno lontana
per mia affinità con le acque,
visto che questo fiume infine
dev’essere connesso a certe
acque partenopee dove trovi
magari – lontana – uno squarcio
di quella serenità inaspettata
che solo incontriamo lontano
dai luoghi e dai gesti di nostre
consuetudini di tutti i giorni.

 

 

 

PoetaMatusèl legge
ACQUEE COMMISTIONI

 

NB: Questa poesia fa riferimento a MILONGA DEL JUEVES,
che potete leggere nella sezione COMMENTI, qui sotto.

 
 
 
 
 

Guidino - prima foto passaporto

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BOSCO DI CAPRIOLI E BUCANEVE

 

 

A Denise

 

In una sera sapida di nebbia e fumo acre,
lassù dove la strada è un poco sgangherata,
siamo ritornati in quel famoso boschetto
buio dei nostri teneri promessi bucaneve.

 

Ne è scorsa dell’acqua da vecchie fontane
di paese (le poche rimaste) da lontanissima
visita, quando a passi lenti misuravamo
sorridendo i tanti anni che ci separavano.

 

Quando io ancora parlavo di benedette
acque e perfino di fede; e c’era la pioggia
e io mi incantavo ad ascoltare una voce
che percepivo come un miracolo, il tuo.

 

Ma una cosa di sicuro non è cambiata:
rimani ancora normalmente stupenda Tu
e non posso ancora oggi non paragonarti
– come già facevo – a Madonne di chiese!

 

All’improvviso, il caso ci ha regalato,
brevissima e tenue, una danza di caprioli,
troppo presto sfumata in acqueo sipario,
ma incancellabile da memorie dell’anima.

 

Poi quel caminetto, fatto apposta per Muse,
riscaldava più le tue membra che il mio cuore,
e il suo bagliore era lo stesso d’altri giorni
e Tu la stessa fulgida non scordabile visione.

 

E dopo, sotto quel provvido ombrello inglese
avrei voluto restare ancora a lungo lassù,
sulla collina di oche ed asini ad aspettare
il ritorno di quei tuoi promessi bucaneve.

 

 

 

PoetaMatusèl legge
BOSCO DI CAPRIOLI E BUCANEVE

 

 

* LINK *Clicca qui, per leggere ACQUA, LA TUA VOCE,
la poesia di cui questa è quasi una sequela…

 
 
 
 
 
 

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FIUMI INQUIETI DI ACQUE ORMAI QUASI INCOLORI (Ovvero: CREPUSCOLO SUL PIAVE)

 

 

Non si scende sul greto del fiume, stasera:
là dove ieri il passaggio era reso possibile
da un piccolo guado d’acqua meno profonda,
il Piave ha ripreso possesso di tutto il suo letto.
Una massa d’acque ormai quasi incolori,
in questo crepuscolo incerto di luglio,
incute se non soggezione (non ho paura
dell’acqua) almeno un dovuto rispetto.
Anche il cane, inquieto, annusa la riva,
forse memore ancora di bagni non graditi,
sopportati due, forse tre stagioni addietro.
Almeno lei, se alza la testa fiutando l’aria,
può sentire, con assai ragionevole anticipo,
l’odore di quel temporale, di cui tanto teme
il fragore del tuono, ignoto, se pure remoto.
Così siamo noi, spesso inquieti in attesa
di burrasche non note, uragani e tempeste
che spesso si abbattono tra capo e collo,
cogliendoci quasi sempre mal preparati.
Siamo inquieti, perché noi, diversi dal cane,
meno attrezzati, non abbiamo nemmeno
quel fiuto, che ci possa per tempo svegliare!

 

 

 

 

PoetaMatusèl legge
FIUMI INQUIETI DI ACQUE ORMAI QUASI INCOLORI

 

 

* YouTube * Clicca qui, per vedere “Crepuscolo sul Piave”!

 

 

 

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